4 motivi per non fare il consulente informatico

Il mio primo impatto con l’informatica è stato nel 1994 quando mi arrivò un fantastico Commodore Amiga 500. La prima connessione ad internet l’ho avuta nell 1999 con il mitico modem a 56k.

Il consulente informatico, vista anche la passione per questo mondo, date le premesse era il lavoro che avrei dovuto fare da grande, infatti così è stato. Praticamente lo faccio gratis da quando ho messo mano al mio primo computer, mentre mi pagano per farlo da ormai quasi 13 anni.

Trasformare il proprio hobby in una passione non è da tutti, per questo mi ritengo fortunato, ma molte volte trasformare la propria passione in un lavoro non è sempre una cosa positiva. La passione, ovvero quella cosa che ti fa passare le ore davanti ad un PC mentre tutti escono o che ti fa fare le ore piccole per far funzionare un programma, con il tempo tende a diminuire (è fisiologico) specialmente se la tua passione diventa un lavoro.

 

#1 PARENTI E AMICI

La rottura di palle grossa per un consulente informatico è la richiesta di aiuto da parte di parenti e amici. Solitamente iniziano così:”Senti te che ci capisci di computer” oppure “Senti visto che tu lavori con i computer”.

Ecco appena sentite queste frasi fingetevi morti, è l’unico modo per salvarsi da uno tsunami di rotture di cazzo. Infatti i “problemi informatici” dei vostri parenti e amici saranno sempre i più strani, problemi che possono essere catalogati sotto la voce “misteri informatici“.

 

#2 IGNORANZA INFORMATICA

Alcune volte, e troppo spesso dai così detti professionisti, arrivano delle richieste di aiuto che quando le senti ti viene da pensare solo due cose:

 

  1. Questo mi sta perculando
  2. Questo è un coglione

 

Nel 90% dei casi è sempre la seconda. Sto parlando di roba del tipo:”Mi si è rotto Google“.

 

#3 PIGRIZIA

Se inizierai a fare il consulente informatico incontrerai solamente persone pigre, che invece di fare una ricerca su Google per risolvere il proprio problema preferiscono venire da te. In molti casi sono problemi che si risolvono con due click e una ricerca su Google.

 

#4 OPERAIO SPECIALIZZATO

La golden age del mondo informatico è stata negli ’80 e ’90, dove il consulente informatico era venerato quasi come un Dio e pagato per il suo giusto valore. Questo perché in quel periodo l’informatica era per pochi.

Adesso invece il consulente informatico è considerato come un operaio specializzato (senza nulla togliere alla categoria degli operai), pagato poco per quello che realmente vale e questo perché la figura del cugggino brufoloso che fa COSE con il computer è sempre in agguato.

 

CONCLUSIONI

Hai la passione per l’informatica? Bene lasciala tale e goditela così com’è, se invece vuoi campare con la tua passione allora trasformala in lavoro ma poi non dire che non ti avevo avvisato.

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Condividi et Impera, non fare er puzzone

Lo sapete perché l’informatica è noiosa e difficile? Perché sicuramente avete incontrato delle persone che si sentono Dio sceso in terra che non hanno voglia di condividere il proprio sapere.

Condividi il tuo sapere per diffondere la cultura. Se hai la fortuna di incontrare una persona preparata e con la voglia di condividere hai fatto centro, se invece ti capita il classico Dio sceso in terra che non ha intenzione di condividere il proprio sapere allora è un vero problema.
Questo discorso vale per qualsiasi ambito lavorativo ma, nel mio caso, è rivolto al mondo informatico. Frequento il mondo informatico da quando avevo 13 anni (ora ne ho 37) e sono 12 anni che faccio questo mestiere. La mia è stata una formazione da autodidatta, una formazione mossa dalla passione per questo mondo. In questi anni sono passato per i forum, chat, blog e gruppi facebook e ho notato che tutti hanno una cosa in comune: la voglia di non condividere.
Naturalmente non tutte le persone che lavorano nel mondo informatico sono così, ma la maggior parte si! In questi 24 anni che bazzico questo mondo mi sono fatto una mia idea sul perché queste persone non vogliano condividere il proprio sapere con le persone (molte volte colleghi) che ne sanno di meno.
Sicuramente perché quando erano giovani hanno subito lo stesso trattamento e quindi adesso devono avere la loro vendetta personale. L’altro motivo, e questo riguarda in particolare la vecchia guardia, è che l’informatico viene visto come un Dio perché riesce a fare cose con il computer che le persone normali si sognano. Ecco, questa cosa ha fatto gonfiare troppo l’ego di alcune persone e quando tu vai da loro con una domanda ti guardano sempre dall’alto verso il basso con disprezzo.
L’ultimo motivo che mi viene in mente è che non condividono per difendere il proprio fortino. Ovvero, questo capita spesso sul posto di lavoro, hanno paura che se condividono il proprio sapere qualcuno gli rubi il posto.

CONDIVIDI ET IMPERA

La mia generazione si pone in mezzo fra la vecchia guardia (restia a condividere) e la nuova generazione (la generazione Social). Io vengo da quella generazione che veniva presa per il culo nei forum dai “sapientoni” se faceva qualche domanda per capire come funzionasse una determinata cosa.

Proprio per questo motivo che ho aperto il mio primo blog nel 2009 (Toxnetlab’s Blog) ed è sempre per lo stesso motivo che adesso scrivo su questo blog. Se conosco qualcosa e questa cosa può aiutare qualcuno la scrivo sul mio blog, perché sono convinto che condividere il proprio sapere sia la leva che può cambiare le cose e poi è veramente gratificante quando qualcuno riesce a risolvere un problema dopo che ha letto un tuo post.

 

CONCLUSIONI

Cosa ne pensi di questo pensiero? Sei della vecchia guardia, delle generazione di mezzo o della nuova generazione Social? Lascia il tuo contributo nei commenti.

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